Sinus Lifting and bone management

Sinus liftinf e bone management rappresentano soluzioni chirurgiche a problemi di atrofia ossea, con conseguente difficoltà all’inserzione degli impianti per carenza della materia prima,cioè l’osso. Vediamo,allora,alcune possibilità di risoluzione per quel che riguarda l’iperpnumatizzazione sinusale e l’atrofia dell’osso.

SINUS LIFTING: è un intervento che ci permette di bypassare l’ostacolo rappresentato dall’iuperpneumatizzazione del seno mascellare con conseguente riduzione della quota ossea disponibile all’inserimento degli impianti. Essenzialmente l’intervento consta di una prima fase di accesso al seno mascellare con scollamento della membrana sinusale e di una seconda fase di riempimento dello spazio venutosi a generare per lo scollamento della membrana. Contemporaneamente o meglio successivamente potranno essere allocati gli impianti.

In funzione della via di accesso,per l’intervento di sinus lifting, possiamo distinguere:
a) Grande rialzo sinusale, o meglio sinus lifting ad accesso vestibolare,in cui la breccia viene (con diversi modi sonsurgey etc) eseguita sulla parete vestibolare.
Si procede quindi ad un accurato scollamento della membrana, riflettendola verso l’alto a questo punto inizia la fase di filling del seno mascellare con materiali vari (osso autologo, osso eterologo,PRGF-PRF etc.) completando l’intervento con l’inserzione o meno degli impianti in funzione dell’osso residuo.

MINIRIALZO SINUSALE: o meglio rialzo sinusale ad accesso crestale.

Il nome di questa tecnica veniva dalla scarsa quantità di rialzo che si veniva ad avere con l’utilizzo degli osteotomi di Summers (dal suo inventore) oggi, per via crestale, è possibile ottenere degli scollamenti della membrana sinusale paragonabili a quelli del rialzo ad accesso vestibolare in quanto sono stati sviluppati dei sistemi altamente performanti (palloncini da cateterismo). Cfr: Baloon Sinus lifting.

BONE MANAGMENT ED ATROFIA OSSEA: l’osso si riassorbe dapprima orizzontalmente (l’osso appare sottile) e poi verticalmente (l’osso appare “basso”).

SPLITTE CRESTE TECNIQUE: quando il riassorbimento osseo orizzontale è di modica entità ci viene incontro la splitte creste tecnique, con la quale riusciamo a dividere le due lamine corticali e ad allargare il segmento osseo, permettendoci così l’inserzione di impianti di notevole calibro.

Per separare le due corticali, oggi, utilizziamo la sonsurgery che si avvale di un manipolo subsonico cavitazionale che consente un intervento rapido, sicuro ed indolore.

Una volta separate le corticali l’intervento di splitt creste tecnique termina con l’inserzione di impianti di diametro adeguato.

INNESTI D’OSSO ED IMPLANTOLOGIA COMPUTERASSISTITA: quando il riassorbimento orizzontale è estremo(osso sottilissimo) o quando si è aggiunto il riassorbimento orizzontale (“osso basso”) non possiamo più adoperare la splitte creste tecnique, ma ci viene in soccorso il programma Nightfly Dentis per l’implantologia guidata.

Tramite questo programma possiamo realizzare delle repliche esatte del mascellare del paziente e preparare l’intervento modellando blocchi d’osso deidratati o refrigerati sulla replica scheletrica del paziente.

A questo punto non ci resta che passare dalla realtà virtuale a quella oggettiva replicando la precedente simulazione dell’intervento sul paziente con un abbattimento dei tempi chirurgici superiore al 50%.
Ancora una volta la tecnologia ci è venuta incontro migliorando e semplificando le performance implantologiche.
Implantologia computer assistita, carico immediato, innesti d’osso 3d sinus lifting con cateterismo, catalizzatori di guarigione PRGF,rappresentano le tecniche d’oggi che porteranno ad un’implantologia robotizzata in un prossimo futuro
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