Per
carico immediato si intende una tecnica implantare in cui il canonico tempo di attesa tra l’installazione della fixture ed il suo carico protesico (4-6 mesi) non viene rispettato.
Nel carico immediato infatti le due fasi coincidono, in pratica alla fine dell’installazione chirurgica della fixture si procede alla fissazione del provvisorio protesico.
E’ quella del carico immediato una recente scoperta?
Assolutamente no in quanto si tratta di una rivisitazione della tecnica del Prof. Stefano Maria Tramonte, padre putativo di tutti gli implantologi italiani con esperienza impiantare over30-
Il gruppo dell’ITI nel lontano 1987 proponeva l’utilizzo di 4 impianti monocomponente solidarizzati e protesizzati in giornata per sostenere una protesi a barra inferiore.
Dal punto di vista del paziente il carico immediato à certamente più confortevole in quanto, in pratica, azzera i tempi di attesa con provvisori rimovibili.
Allora è morto il concetto Branemark, evviva Branemark.
Con il carico immediato, a tutti i costi, è ripresa una moria implantare sproporzionata rispetto alle percentuale di successo che si ha con il protocollo Branemark (impianti a carico differito); ciò perché il messaggio passato dalle case e dai loro relatori è stato falso e mal recepito in primis dai pazienti(ma come Dott. Lei non sa fare il carico immediato? Mia cugina è stata……….) e conseguentemente dai giovani Dentisti plagiati dalle case e spinti dai pazienti.
In realtà il carico immediato può essere una ottima soluzione a patto e condizione che le condizioni anatomiche lo consentano e le esigenze estetiche lo pretendano.
Il carico immediato trova il suo complemento naturale con l’avvento della chirurgia computer assistita che ne esalta la predicibilità consentendo il posizionamento ottimale degli impianti.